L’Entità vivente – parte 2

angels.jpgCome promesso, proseguo il post L’Entità vivente pubblicato in precedenza, entrando più in dettaglio sull’argomento fisica quantistica.

Negli ultimi secoli, fino a qualche decennio fa, a partire da Aristotele, la materia era considerata composta da atomi solidi, uniti insieme a formare i corpi e le forme.

Fu proprio Max planck, uno dei pilastri fondatori della fisica moderna, ad ammettere che a livello atomico non esisteva nessun tipo di MATERIA bensì un’unica FORZA in grado di mettere in VIBRAZIONE tutte le particelle atomiche componenti un microscopico ‘sistema solare’. Insomma uno dei padri del mondo dei Quanti metteva in ‘guardia’ la galoppante scienza dell’immensamente piccolo, facendo intendere come qualcosa di diverso potesse esistere a livello ENERGETICO generando l’illusione di un fenomeno materiale, concreto, solido.

Riporto di seguito parte di una lettera del grande fisico olandese Bohr, scritta ad Eisenberg nel periodo delle grandi ‘rivelazioni’ metafisiche e metamatematiche (come quelle di Godel).
Bohr ad Eisenberg: “Einstein dimostra che la misura – la misura dalla quale dipende l’intera possibilità della scienza – la misura non è un evento impersonale che si manifesta con imparziale universalità. E’ un atto umano, compiuto da uno specifico punto di vista nel tempo e nello spazio, dall’unico particolare punto di vista di un possibile osservatore. Poi, qui a Copenaghen, in quei tre anni durante gli anni Venti, scopriamo che non esiste un universo oggettivo precisamente determinabile. Che l’universo esiste solo come serie di approssimazioni. Soltanto nei limiti stabiliti dal rapporto che abbiamo con esso. Soltanto grazie alla compresione insita nella mente umana.”

Secondo le ‘recenti’ scoperte (dall’inizio alla metà del secolo scorso), ormai appurate e ampiamente dimostrate, come il teorema di indeterminazione di Heisenberg, la relatività di Einstein e i teoremi di incompletezza di Godel, si scopre che tutti i fenomeni fisici sono relativi rispetto all’osservatore, il quale li influenza in maniera sensibile, e che tali fenomeni fisici non potranno mai essere completamente osservati ed afferrati dalla nostra mente.
Sembra quasi, anzi è proprio così, che la realtà fisica sia generata dalla nostra mente, nonostante i fenomeni siano oggettivi per diversi individui apparentemente separati e indipendenti; in realtà nulla è separato e indipendente, come abbiamo visto, ma tutto fa parte di una sola e unica entità, che vibra, si espande e si contrae componendo l’universo intero.

Questo è confermato ulteriormente, se ce ne fosse bisogno, da fenomeni quali l’entanglement e il rapporto causa/effetto tra i campi quantici.
Il primo afferma due particelle precedentemente entrate in contatto, in seguito rimangono ‘legate’ l’una all’altra, in modo che qualunque modifica si apporti a una questa si verifica immediatamente anche nell’altra, qualunque sia la distanza che le separa.
Il secondo dipende dal fatto che il campo quantico non è più un oggetto fisico, ma qualcosa che esiste oltre la dimensione spazio-tempo, e rappresenta un campo in cui la particella può effettivamente ‘presentarsi’ su diverse orbite (ovvero quanti) e con certe probabilità; ma queste probabilità vengono modificate nel caso in cui intorno al campo ne esistano degli altri, appunto secondo un rapporto causa/effetto.

Lascio a voi trarne le conclusioni. Io personalmente rinuncio a cercare di capire di più con la ragione, lasciando invece fluire il mio lato più ‘istintivo’, contemplativo.
Riporto anche parte di un documento trovato in rete; mi ha colpito molto per la chiarezza e la semplicità:

“Considerate, se lo desiderate, che l’universo sia infinito. Questo deve ancora essere provato, o smentito, ma possiamo assicurarvi che non esiste una fine al vostro essere, alla vostra comprensione, a ciò che chiamereste viaggio di ricerca, o alle vostre percezioni relative alla creazione.
Ciò che è infinito non può essere più di uno, perchè la molteplicità è un concetto finito. Per determinare l’infinito è necessario identificare o definire l’infinito quale unità; altrimenti, il termine non ha alcun riferimento o significato. In un Infinito Creatore esiste solo l’unità. Avete osservato esempi semplici di unità. Avete visto il prisma che mostra colori creati dalla luce del sole. Questo è un esempio semplificato di unità.
In realtà non esiste ciò che è giusto o sbagliato. Non c’è polarità per tutti ciò che, come voi direste, sarà prima o poi riconciliato nella danza del complesso mente/corpo/spirito che ora vi divertite a distorcere in tutti i modi. Questa distorsione non è assolutamente necessaria. Viene scelta da ognuno di voi come un’alternativa per capire l’unità completa di pensiero che lega tutte le cose. Non state parlando di entità o cose analoghe, o in qualche modo uguali. Voi siete ogni cosa, ogni essere, ogni emozione, ogni avvenimento, ogni situazione. Voi siete unità. Voi siete l’infinito. Voi siete amore/luce, luce/amore. Questa è la legge dell’Uno.”

L’Entità vivente – parte 2ultima modifica: 2009-12-30T20:13:00+01:00da providence_77
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