Atreplice

fiori 156.jpg_200852423131_fiori 156.jpg

Proprietà: Diuretico, lassativo, rinfrescante.

L’Atreplice è una pianta erbacea annuale, della famiglia delle Chenopodiacee; volgarmente è uno spinacio selvatico.
Sembra essere una pianta rustica e infestante, adattabile ai luoghi freschi di collina e montagna.
Si presenta in due varietà, rossa e verde; quest’anno proverò a seminare la prima, facendo l’esperimento di spargere qualche piantina anche fuori dall’orto, sperando che svolga la sua azione infestante nei prossimi anni.
Dal punto di vista nutrizionale, non ho trovato informazioni certe, ma sembra che sia leggermente inferiore al suo parente spinacio, con il quale tra l’altro non si può incrociare, anche se la cosa è compensata dalla maggior produttività (la pianta può raggiungere anche i due metri di altezza).
Ne ho trovato un curioso riferimento nel trattato medievale De Flore Dietarum (attribuito all’illustre medico cartaginese venuto a Salerno nel 1077 e monacatosi poi a Montecassino) che cito:
“L’atreplice è fredda in secondo grado ed umida in primo, nutre poco, la sua linfa infatti è acquosa
e rapidamente viene espulsa, tuttavia giova a quelli che sono di temperamento caldo ed asciutto”

Questo trattato usa la classificazione basata su vari gradi di caldo/freddo e umido/asciutto, ovvero sui quattro elementi alchemici (o umori), in uso ancora oggi presso alcune scuole di erboristeria tradizionale.
Il principio è simile a quello moderno, lo squilibrio elettrochimico che causa la malattia è classificato come squilibrio degli umori che costituiscono il corpo, in maniera forse ancora più intuitiva.
Nel trattato Atreplice è sinonimo di Blita o Blito, termine ancora oggi usato nel sud Italia; pubblico il trattato per intero qui.

Atrepliceultima modifica: 2009-04-24T09:48:37+02:00da providence_77
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento