Dall’autunno all’estate

DSC_0037 DSC_0052 Mi scuso per la lunga pausa, il letargo invernale è finito, anzi, praticamente non c’è mai stato. Non è stato un inverno freddo, tutt’altro, le nevicate abbondanti hanno fatto disastri proprio perchè il terreno non era gelato.

Si attende la preziosa primavera per gustare le primule e il tarassaco freschi ma anche le deliziose ortiche, bollite appena. La lattuga fresca, tenera e croccante, non ha tuttavia rivali, ed è disponibile già da diverso tempo grazie a piccole serre a tunnel che le permettono di crescere nonostante il fresco.
I cavoli cappucci, conservati gelosamente in cantina per tutto l’inverno, ora fioriscono rigogliosi, e devono essere cimati per ottenere semi più robusti.

Si dividono le radici del Rabarbaro, appena iniziano a germogliare, moltiplicandone le piante. Le radici rotte o in eccesso finisco nell’alcool, l’amaro che se ne ottiene è ottimo.

A presto!DSC_0075

Tempesta di Natale

DSC_0307La tempesta ha picchiato giù duro.
La linea del telefono è stata spezzata da un abete caduto verso l’alto rispetto al pendìo; la linea della corrente è ugualmente interrotta, il segnale del cellulare va e viene. La neve sembrava cemento, fiocchi enormi misti ad acqua; si sentivano i fuochi d’artificio delle piante che si spezzavano e rotolavano nei boschi, impressionante!
Ora le strade sono abbastanza pulite, ma a Natale e Santo Stefano erano piene di massi e alberi caduti.

Comunicazioni interrotte fino al ripristino delle comunicazioni, a presto, spero…

Nuove nascite

Sono appena arrivati tre agnelli femmina, appena nati in questi ultimi giorni! Almeno, due sono femmine sicuDSC_0218ramente, il terzo potrebbe essere un maschietto, ma hanno già il pelo abbastanza folto e ancora non si capisce bene.
Questi bellissimi esemplari di ovis aries sono vispe e monelle, difficili da fotografare, cercano di uscire in tutti i modi dalla casetta perchè sono già molto curiose, ma fintanto che nevica è meglio lasciarle chiuse dentro sul fieno, al calduccio. Soprattutto per evitare una congestione, visto che bevono spesso il latte, bisogna fare attenzione almeno le prime settimane.

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Tanta… cacca!

DSC_0202Se è vero che siamo quello che mangiamo, allora siamo questo.
So che c’è gente che coltiva senza letame nè fertilizzanti, proverò prima o poi; è la tecnica del sovescio, ovvero si semina qualcosa di ‘nutriente’, in genere trifogli o leguminose, e poi si vanga per interrare le piante durante la fioritura. Questa tecnica è ottima, ma richiede diversi anni prima che dia dei frutti ed i risultati saranno comunque inferiori rispetto all’utilizzo del letame.
E’ anche vero che è proprio la mentalità del consumismo, della massima resa il prima possibile, ad aver rovinato il pianeta; tuttavia bisogna pur mangiare! Il letame ha diverse controindicazioni, tra cui sicuramente l’impatto dovuto al trasporto, ma soprattutto l’acidità che conferisce al terreno e la possibilità di favorire infestazioni di parassiti e di tossine nelle specie che, crescendovi, non riescono a filtrarle completamente (ad esempio le cucurbitacee, ovvero zucche e zucchine).

Forse ci vedremo al mercatino del primo dicembre a Fobello, potrei tentare di vendere qualche verdura, vi aspetto numerosi!

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Che cielo!

DSC_0147.jpgGuardate il colore delle nuvole, davvero bello!
Con un po’ di raro sole, bisogna terminare la raccolta prima che arrivino altre pioggie o la neve. Le carote sono eccezionali, nonostante tutte quelle che abbiamo raccolto finora, ce ne sono ancora un paio di carriole! Il problema ora è capire dove metterle tutte; sperando che la terra sabbiosa usata per conservarle sia sufficientemente asciutta.
Mi è capitato di lasciare un cavolo cappuccio col bambo tagliato immerso nell’acqua fresca per qualche giorno, mi è parso più buono del solito, da riprovare!
Sta per arrivare la botticella di legno che ospiterà i cavoli tagliati sottili e le carote grattugiate, il tutto condito col sale, per produrre i crauti… evviva!

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