20/11/2009

Global Warming bufala, dati truccati da 30 anni

tempesta-magnetica-sole-stereo-campo-magnetico.jpgChe la Terra si stia scaldando non è ne una novità ne una invenzione. Ma che il Global Warming abbia origini antropiche da oggi potrebbe non essere più tanto una sicurezza per molti. Rimbalza da questa mattina sui maggiori siti di divulgazione scientifica del ramo climatologico la notizia che, "grazie" ad un hacker, il più importante ente di ricerca climatico inglese, l'Hadley Center, potrebbe essere accusato di aver truccato i dati degli ultimi 30 anni. Alcune delle recenti scoperte che attribuirebbero totalmente all'uomo le colpe del riscaldamento globale sarebbero state messe in dubbio da numerosi file e scambi di email tra scienziati messe in circolazione sul web. Non siamo ancora in grado di dirvi se le informazioni e le voci siano veritiere anche se a solo qualche giorno dal summit per il clima che si terrà Copenaghen la faccenda potrebbe notevolemte complicarsi...

Tratto da: 3bmeteo

17/11/2009

L'acqua e' stata privatizzata

acqua_280xFree.jpgI servizi pubblici locali da oggi (o dal 31 dicembre, non si capisce bene) vengono liberalizzati dal parlamento, con un voto di fiducia che approva il decreto legge n. 125 del 25 settembre 2009 (decreto Ronchi).
Questo significa, credo, che anche la gestione dell'acqua (oltrechè degli altri servizi locali) verrà affidata a imprese private sulla base di gare pubbliche.
Ho provato a leggere l'articolo 15 del decreto legge per cercare di capirci di più, ma mi è risultato quasi del tutto incomprensibile, quindi riporto l'articolo appena apparso su RaiNews24.

Il governo ha posto alla Camera del Deputati la questione di fiducia sul 'decreto Ronchi' ('salva-infrazioni'), già approvato dal Senato. Al centro del provvedimento la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, compresa l'acqua.

Il governo ha chiesto il ventiseiesimo voto di fiducia, 18 dei quali alla Camera, sul decreto obblighi comunitari che contiene, all'articolo 15, la privatizzazione dei servizi pubblici locali, acqua compresa.

Lo ha annunciato nell'Aula di Montecitorio il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, "data la ravvicinata della di scadenza del decreto" con "obblighi comunitari che non possiamo eludere". Vito ha aggiunto che la fiducia sara' votata su un "maxiemendamento" con un testo "identico" a quello approvato dalla commissione che "e' identico a quello arrivato dal Senato".

L'aula della Camera ha respinto le pregiudiziali di costituzionalita' - presentate da Pd e Udc - al 'decreto Ronchi', che fissa disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunita' europee.

"Si sarebbe arrivati subito ad un voto unanime su questo provvedimento se il governo avesse stralciato dal decreto l'articolo sui servizi pubblici locali che non ha il coraggio di discutere ne' di spiegare alla gente": lo ha detto nell'Aula della Camera Marina Sereni del Pd dopo che il governo ha posto la questione di fiducia sul decreto Ronchi.

"Questa fiducia - spiega Sereni - non e' certo motivata dall'ostruzionismo dell'opposizione da dalla mancanza di fiducia del governo rispetto ai propri deputati".

Durissimo anche Massimo Donadi (Idv): "Voi umiliate il Parlamento e offendete la democrazia; siete una maggioranza appecoronata felice di non lavorare per un giorno".

Michele Vietti (Udc) ha invece ribadito che l'aspetto tempo, denunciato dal ministro Vito come alla base della fiducia a Montecitorio sul decreto, e' causato dal fatto che il testo sia stato per troppo all'esame del Senato. Una circostanza condivisa, questa, appieno da Simone Baldelli del Pdl, secondo cui "servono regole certe sui tempi certi per l'esame dei provvedimenti".

11/11/2009

Enotera (Rapunzia)

enotera_rapunzia.jpg

Parlo di questa pianta molto interessante, avendone trovato un esemplare spontaneo nei pressi dell'orto. Per fortuna non l'ho sfalciato (a volte la pigrizia...) e ne ho notato i fiori stupendi, evidentemente il secondo anno, visto che è una pianta biennale che il primo anno fa una rosetta di foglie vicina al terreno. Dai fiori appunto, e dalla caratteristica di avere le foglie direttamente attaccate al fusto, senza rami secondari, l'ho riconosciuta facilmente.
Il nome Enotera, determinato da Linneo, deriva dalle radici greche oinos (vino) e thèra (desiderio); avendo assaggiato la radice bollita, effettivamente assume il colore rosso del vino e ne ha il retrogusto, oltre ad avere sapore ottimo e delicato.
Alcuni vecchi proverbi tedeschi, anche se non sono riuscito a trovarne le fonti nè spiegazioni più esaurienti, affermano che mezzo chilo di radici di enotera regalano tanta energia quanta quella di mezzo quintale di carne di bue.

L’Enotera (Oenotera biennis L.) è una pianta nota con una miriade di nomi; e detta anche Rapunzia, Enagra o Onagra, erba vitellina o prosciutto dei giardinieri, forse per l'uso culinario che si faceva dei giovani germogli e delle tenere radici, che erano consumate in insalata, mentre le radici più grandi e mature erano consumate cotte. Della famiglia delle Onagraceae, dell’ordine dei Myrtales, e originaria dell’America del nord e pare abbia fatto il suo primo apparire in Italia, in un giardino di Padova, nei primi anni del 1600. Ben acclimatatasi nel nostro paese, di qui si è poi diffusa in tutta Europa, ad oggi da ritenersi spontanea e infestante. Altre fonti ritengono che l’origine di questa pianta sia da far risalire a molto tempo prima; si dice infatti che il filosofo greco Teofrasto (800 a. C.) raccomandasse una pozione a base di estratti di enotera per dissipare gli effetti del vino. Pare che il suggerimento del nostro buon filosofo non fosse per nulla peregrino se, nel 1982 alcuni ricercatori inglesi condussero uno studio al fine di dimostrare la validità dell’olio di questa pianta nel combattere l’alcoolismo. L’enotera si presenta con fusto eretto, poco ramificato, con foglie alterne. I fiori gialli, a forma di imbuto, sono retti da lunghi steli; si aprono la sera. Per questa singolare particolarità, i fiori di questa pianta sono noti anche con la de- nominazione di ”stelle della sera” (per gli anglosassoni la denominazione della pianta è la ben nota evening primrose). Del polline dei fiori dell’enotera vanno ghiotte le api e, soprattutto, le farfalle notturne. E' caratterizzata dall’avere una radice rossastra, carnosa, assai saporita e nutriente che può consumarsi come una comune scorzonera (barba di becco). L’enotera è nota anche come pianta ornamentale, dato il suo bellissimo aspetto. Presenta numerose proprietà medicamentose e per questo è stata spesso utilizzata nella medicina popolare tradizionale. Dalla sua radice si preparano pozioni contro spasmi e disordini dello stomaco, contro enteriti e gastroenteriti ed in genere contro disturbi collegati ad una scarsa funzionalita epatica. Dalle sommità fiorite della pianta si preparano invece decotti per uso interno cui si ascrivono proprietà sedative della tosse e pertosse. I semi, spremuti ad olio, sono uno dei pochi prodotti vegetali, insieme alla Borragine, che forniscono l'acido gamma-linolenico (GLA), dalla cui trasformazione derivano altri acidi grassi essenziali, le prostaglandine della serie 1, ad attività antinfiammatoria e immunomodulante, fondamentali per il buon funzionamento dell'organismo.
Per uso esterno, funzioni emollienti ed antinfiammatorie. Nelle sommita fiorite della pianta si ritrovano flavonoidi, mucillagini, tannini. Il frutto accoglie una capsula a quattro sezioni che contiene un centinaio di piccoli semi.

02/11/2009

Buddismo

ZEN.JPGRiporto un breve stralcio da un piccolo resoconto di una persona che ha vissuto a lungo con un maestro buddista giapponese.

Quando poi gli chiesi come mai non vive in un tempio, mi rispose:
“In Giappone il buddismo è un “business”. La maggior parte dei monaci buddisti giapponesi si fa pagare tanto per una funzione di quarantacinque minuti, come un funerale, e gira con auto costose. Mi sento estraneo a tutto ciò. Voglio vivere la mia fede nel modo giusto e quindi fuori da un contesto così superficiale”
Dal suo intervento, poi, imparai che i veri monaci buddisti mangiano presto al mattino e solo prima di mezzogiorno, poi più nulla fino al giorno seguente. Essi non possiedono altro che i propri vestiti, e ciò che hanno lo dividono con gli altri.
Questo perché tutto è movimento: i beni materiali e le persone vanno e vengono, è una legge da accettare, e se trattieni ciò che hai, ti marcisce nelle mani. L’acqua che scorre è un limpido ruscello, quella ferma è una sporca palude.
Buddha, l’illuminato, nato più di 500 anni prima di Cristo, sosteneva che la mente è creatrice.
Noi siamo creatori, con il pensiero ognuno può fare ciò che vuole. La sua vita dipende da ciò che pensa. Da ciò che sceglie di pensare.

Cavolo cappuccio

46W.jpgIl cavolo cappuccio è una pianta biennale della famiglia delle Brassicaceae (di cui fanno parte anche cavolfiori, broccoli e cavolini di Bruxelles), caratterizzato dal fatto che verso il termine dello sviluppo, nel primo anno di coltivazione, al giungere del fresco forma una palla con le foglie intorno al germoglio centrale, che l'anno successivo svilupperà il fusto, il fiore e i semi.
Pare abbia origine dai suoli calcarei intorno allo stretto della manica, soprattutto nella francia del nord, dove cresce spontaneo.
Il cavolo cappuccio contiene elevati livelli di antiossidanti, vitamina A, B1, B2 e C (alcune di queste soprattutto nelle foglie più esterne) oltre modeste quantità di proteine e glucidi (oltre a calcio, fosforo e potassio); la cottura prolungata tuttavia può distruggere buona parte dei nutrienti.
Alcuni nutrienti del cavolo-cappuccio potenziano le difese organiche, sono utili nelle infiammazioni delle vie respiratorie, nelle sindromi artrosiche, nelle gastriti, nelle ulcere gastriche e duodenali, nelle coliti ulcerose e negli stati di affaticamento.

Propongo ora due ricette per le quali si possono usare le foglie esterne del cavolo, quelle che non formano la palla; il cappuccio risulta ottimo se consumato come normale insalata, tagliato a pezzettini.

Ricetta di mia invenzione
Lavare e tagliare a pezzettini le foglie esterne, facendole cuocere con poca acqua, indicativamente tre o quattro bicchieri per 4 o 5 foglie grandi, a seconda che si preferiscano le foglie più o meno al dente. Aggiungere qualche seme di finocchio e una spuzzata di Rafano grattuggiato. Non buttare l'acqua di cottura, ma lasciare che si asciughi, quindi aggiungere cipolla, sale e un goccio d'olio e far saltare a piacere.

Ancora meglio...
Far bollire dei fagioli e scolarli. Far saltare in padella il cavolo cappuccio tagliato a pezzettini per 5 minuti con un goccio d'olio e un po' di cipolla e aglio. Aggiungere mezzo bicchiere d'acqua per ammorbidire, una volta asciutta aggiungere i fagioli e un po' di pomodoro (salsa o pomodorini) e far saltare a piacere.

Cappuccio alla vicentina
Lavare bene e tagliare grossolanamente il cavolo cappuccio; prendere quindi un grosso tegame e far rosolare in olio e burro la cipolla tritata, l'aglio e la pancetta tagliata a dadini.
Unire ora il cavolo cappuccio, salare, pepare e far cuocere lentamente a tegame coperto per 45 minuti.
Di tanto in tanto mescolare e, se necessario, aggiungere del brodo.

Ingredienti e dosi per 4 persone
  • 1800 g di cavolo cappuccio
  • 1 cipolla
  • 1 spicchio di aglio
  • 1/2 mela renetta
  • 100 g di pancetta
  • Olio d'oliva
  • Burro
  • Sale
  • Pepe

27/10/2009

Qoélet, l'ecclesiaste

Mi sono imbattuto per caso in una citazione dell'Ecclesiaste, capitolo 3, che potrebbe quasi somigliare ad un testo buddista zen, e quindi ci tengo a pubblicarlo.
L'ecclesiaste, Qoélet in ebraico, sembra sia stata scritta da un autore ignoto che parla a nome di re Salomone in persona, intorno al III secolo a.C.. Probabilmente è proprio l'ispirazione ad un personaggio così enigmatico come Salomone, a dare uno stampo così 'filosofico' o 'sapienzale' al testo.

1 Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
2 C'è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
3 Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
4 Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
5 Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
6 Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
7 Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
8 Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
9 Che vantaggio ha chi si dà da fare con fatica?
10 Ho considerato l'occupazione che Dio ha dato agli uomini, perché si occupino in essa. 11 Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo, ma egli ha messo la nozione dell'eternità nel loro cuore, senza però che gli uomini possano capire l'opera compiuta da Dio dal principio alla fine. 12 Ho concluso che non c'è nulla di meglio per essi, che godere e agire bene nella loro vita; 13 ma che un uomo mangi, beva e goda del suo lavoro è un dono di Dio. 14 Riconosco che qualunque cosa Dio fa è immutabile; non c'è nulla da aggiungere, nulla da togliere. Dio agisce così perché si abbia timore di lui. 15 Ciò che è, già è stato; ciò che sarà, già è; Dio ricerca ciò che è già passato.
16 Ma ho anche notato che sotto il sole al posto del diritto c'è l'iniquità e al posto della giustizia c'è l'empietà. 17 Ho pensato: Dio giudicherà il giusto e l'empio, perché c'è un tempo per ogni cosa e per ogni azione. 18 Poi riguardo ai figli dell'uomo mi son detto: Dio vuol provarli e mostrare che essi di per sé sono come bestie. 19 Infatti la sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa; come muoiono queste muoiono quelli; c'è un solo soffio vitale per tutti. Non esiste superiorità dell'uomo rispetto alle bestie, perché tutto è vanità. 20 Tutti sono diretti verso la medesima dimora:
tutto è venuto dalla polvere
e tutto ritorna nella polvere.
21 Chi sa se il soffio vitale dell'uomo salga in alto e se quello della bestia scenda in basso nella terra? 22 Mi sono accorto che nulla c'è di meglio per l'uomo che godere delle sue opere, perché questa è la sua sorte. Chi potrà infatti condurlo a vedere ciò che avverrà dopo di lui?

08/10/2009

L'illusione del controllo

Master_Oogway_by_Cri_Kee.jpgGente, smettiamola di preoccuparci troppo per le cose che succedono e soprattutto per le cose che potranno succedere.
Ciò deriva dall'illusione del controllo, dalla sensazione di poter controllare tutto ciò che ci succede. Vero è che ogni cambiamento ha origine dall'interno di ognuno di noi, è l'effetto dei nostri pensieri e delle nostre intenzioni. Ma se ci preoccupiamo troppo di quello che potrà accadere, le nostre intenzioni verranno influenzate, anche inconsciamente, e le cose difficilmente andranno come sperato.
Tutto fa parte di un essere vivente unico, dunque ciò che pensiamo nella nostra coscienza ha effetto all'esterno, nel mondo; dunque l'ideale sarebbe avere un modo di pensare positivo in modo spontaneo, e questo si ottiene solo evitando di preoccuparsi per il futuro.
A questo proposito, riporto alcune citazioni dal cartone animato Kung Fu Panda che ho visto con mio figlio nei giorni scorsi (sono tutte del anziano maestro Oogway, la tartaruga). Il significato centrale del cartone è che per rendere una cosa speciale, devi solo credere che sia speciale (citazione).

  • Non adempirà mai al suo destino, e tu al tuo, se non rinuncerete all'illusione del controllo. Guarda quest'albero, Shifu: non posso farlo fiorire quando mi aggrada, né farlo fruttificare prima del tempo. Qualunque cosa tu faccia, quel seme crescerà e diventerà un pesco, magari tu desideri un melo o un arancio, ma otterrai un pesco.
  • Spesso ci si imbatte nel nostro destino proprio lungo la strada per evitarlo.
  • Il caso non esiste. (x3)
  • La tua mente è come quest'acqua, amico mio: quando viene agitata diventa difficile vedere, ma se le permetti di calmarsi la risposta ti appare chiara.
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