La porta dell’inizio

Ho raggiunto la porta dell’inizio,
il portale dell’immaginazione.
Ora, ora solo, posso iniziare.
Dai cancelli di ciò che si ha,
si ammira,
si odora,
ma non si possiede,
pur avendola soltanto per sè,
unicamente e particolarmente per sè,
essa ha vita propria,
fugge e torna,
va e viene,
prende, lascia e strappa via,
ma il sapore dei prati verdi,
o delle paludi fumanti e putride,
o dei soli convergenti lungo la vallata,
o degli antichi velieri solcanti il mare,
ignoto dell’ignoto,
origine della conoscenza,
fonte della paura.
Sgorga da dentro
ma ha origine fuori,
da dove si son chiesti,
coloro dei quali tu – chi?
vali molto di più.
Essenza spirituale,
nella parte fisica,
quando questa muore, noi – chi?
diventiamo essa.
Più non è dato sapere
ne mai si saprà.
Ma ciò che vuoi conoscere – cosa?
te lo dice lei stessa – chi?
che ti spia da ovunque
e ovunque,
e ti lascia solo quando la spii…
Attraverso lo specchio,
si capovolge,
folletto folle.
Egli – o ella?
non tornerà, finchè non vorrai che vada via,
non fuggirà, finchè non la desidererai,
non ti aliterà, finchè non soffocherai;
respiro, di un’alba fuggente
o di campane perdute nel tempo,
e nel ricordo.
Per lei non c’è ricordo,
che non si possa dimenticare,
prima di averlo vissuto.
Ella è tutto ciò,
ma in fondo essa non esisterà più,
quando, all’inizio,
tutto ciò sarà finito.

La porta dell’inizioultima modifica: 2008-03-15T15:50:14+01:00da providence_77
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